Il flagship store di Samsung sbarca all’Havana Il flagship store di Samsung sbarca all’Havana

I primi segnali del cambiamento appena una atterrati all’aeroporto Jose Martì dell’Havana: nel desolato salone di attesa per il controllo passaporti, campeggiano due pannelli pubblicitari, uno raffigurante un Huawei P9 e l’altro alcuni elettrodomestici della Samsung. Una cosa normalissima, che non stupirebbe nessun passeggero in nessun aeroporto del mondo e immaginiamo nemmeno i tanti americani che stanno continuando ad arrivare sull’Isola malgrado le ultime decisioni delle compagnie aeree nordamericane.

Ma per chi frequenta Cuba, queste due affissioni  segnano per sempre un contrappasso: è il momento della pubblicità commerciale a Cuba.  Le grandi corporation asiatiche trovano con maggiore facilità, da sempre, maggiori punti di appoggio sull’Isola rispetto a quelle americane oggi frenate dall’incertezza del futuro targato Trump.

Apertura Samsung al Miramar

Prima dell’estate Samsung dovrebbe aprire il primo flagship store all’Havana nel quartiere Miramar, l’area della Capitale dove lavora un grande numero di stranieri e dove si concentrano non solo le Ambasciate ma anche le joint venture o le società cubane con maggiore grado di innovazione, come ad esempio Cubacel.

Samsung non sarà la prima azienda straniera ad aprire un flagship a Cuba, già Benetton e Paul&Shark per l’abbigliamento in Plaza Vieja all’Havana o ancora Puma e Adidas anche in altre città minori, hanno perseguito questa strada strizzando soprattutto l’occhio ai turisti.

Ma per Samsung sarà diverso siamo pronti a scommetterci. I cubani hanno sete di nuove tecnologie: smartphone, tablet e TV soprattutto. Il “paquete semanal” alimenta i loro sogni: youtuber di tutto il mondo parlanti spagnolo sono inclusi nell’offerta informativa parallela a quella del governo cubano. Volti giovani che presentano prodotti tecnologici con recensioni e comparazioni molto dettagliate.

Il mercato nero su Revolico

Ma a Cuba i nuovi prodotti dei grandi brand trovano spazio solo sul mercato nero e a prezzi elevatissimi, mentre spesso e volentieri nei negozi statali si trova solo un modello di qualcosa superato nel tempo. Arrivano grazie ai regali dei familiari all’estero o da chi tornando da una missione, oltre che per se ha avuto modo di portare indietro qualcosa da vendere ottenendo un cospicuo extra. Su Revolico, il più importante sito internet di compravendita a Cuba (una sorta di Subito.it cubano per intenderci), si trova di tutto, dagli S7 agli iPhone7, ma anche schede madri, router per collegarsi ad internet, hard-disk e tutto quella che la tecnologia asiatica è in grado di offrire.

Samsung e Haier, chi vincerà la battaglia?

Ma Samsung non è solo telefonia e multimedialità, ma anche frigoriferi, forni e ancora lavatrici, beni di qualità rari disponibili per pochi. Prodotti che andranno a fare concorrenza a quelli venduti nei negozi statali provenienti anch’essi dall’Asia, tra i quali, i migliori, quelli prodotti da Haier. A quello che risulta però il negozio di Samsung nascerà da una joint venture con TRD (Tiendas de Recaudación de Divisas Caribe), proprio gestita dalla Forza Armata Cubana. Come faranno dunque a vendere a cifre ancora elevate prodotti di dubbia qualità che il governo cubano ottiene all’interno delle sue politiche economiche internazionali (magari in cambio di volontari medici o insegnanti) quando negli stessi punti vendita arriverà la qualità dei grandi brand globali?

Redazione

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