Cuba “sotto inchiesta”: le indagini di BCG, Allianz ed Engage Cuba Cuba “sotto inchiesta”: le indagini di BCG, Allianz ed Engage Cuba

Il futuro di Cuba è per così dire “sotto inchiesta”: lo testimonia il proliferare di indagini che in questi giorni portano punti di vista diversi sui trend di sviluppo, nonchè misurano le aspettative di chi vuole visitarla per turismo o per cercare un affare.

I numeri come ormai accade da anni sono dalla parte di Cuba: i circa 4 milioni di arrivi nel 2016 saranno superati nel 2017, come ha confermato il ministro del turismo cubano, Manuel Marrero Cruz durante FitCuba:

«Ad oggi siamo arrivati a 2 milioni di visitatori – ha dichiarato  – un risultato raggiunto con un anticipo di 39 giorni sull’anno scorso e che rappresenta una crescita superiore al 15%».

Un trend che lascia ben sperare e che è inevitabilmente connesso “a doppia mandata” agli Stati Uniti, non solo in termini di flusso turistico ma anche di impulso agli investimenti.

Boston Consulting Group avverte: società USA devono guardare a lungo termine

Marguerite Fitzgerald, Partner & Managing Director di Boston Consulting Group, tra le principali società di consulenza strategica al mondo, ha realizzato, dai suoi uffici di Miami, un’interessante analisi sulle prospettive delle compagnie americane del turismo che intendono investire a Cuba.

Nel suo articolo intitolato Taking the Long View on Cuba’s Tourism Opportunity la manager di BCG traccia un  quadro dei settori che avranno maggiori occasioni di sviluppo nel corso dei prossimi anni. Secondo la sua analisi entro il 2025, almeno 2 milioni di viaggiatori americani ogni anno visiteranno Cuba, ossia circa 5 volte il volume di flussi attuali.

Cubaora - BCG - flusso turistico cuba

Cubaora – BCG – flusso turistico cuba

Meno interesse per Cuba secondo l’inchiesta di Allianz Global Assistance

Una visione dunque parzialmente confermata da una survey condotta da Allianz Global Assistance, il ramo viaggi del colosso assicurativo, che ha invece misurato un calo del 2% di interesse degli americani nel viaggiare a Cuba. Le motivazioni sembrano dall’inchiesta essere maggiormente legate al passaparola di chi ha già visitato l’Isola.

Mentre infatti il tema della sicurezza (38%) e della “paura del comunismo” (12%) rimangono, ma preoccupano meno rispetto al 2016, aumenta l’insoddisfazione legata agli standard qualitativi e alle “commodities” legate al viaggio. La qualità delle infrastrutture e le difficoltà a connettersi ad internet sono una barriera rispettiavemente per il 13 e per il 9 percento degli intervistati.

La qualità degli standard è un’ossessione per il 40% dei turisti americano che hanno risposto positivamente all’idea di fare un viaggio a Cuba.

Investitori esteri cercasi per aumentare il livello qualitativo

«L’obiettivo è di attrarre altre catene alberghiere – aveva confermato Marrero durante la fiera del turismo di Cuba». Ed in effetti dando un’occhiata alla Cartera de oportunidades de negocios para la inversion extranjera il numero di progetti turistici rappresenta il valore maggiore tra le opportunità di investimento. Tra questi non solo hotel, ma anche ville, centri diving, gestione della marina e campi da golf.

Ma Fitzgerald di Boston Consulting Group nella sua inchiesta torna sul tema degli standard qualitativi, mettendo sotto accusa i servizi legati alla mobilità, alla comunicazione, ma anche alla gestione del cliente nei luogi di proprietà dello Stato. La totale assenza di “mindset” per gestire la clientela nella maniera corretta da parte di chi guadagna a malapena 20 CUC mensili è per la manager uno dei punti chiave del problema. Problema che possono invece risolvere i cuentapropistas che potranno anch’essi sperimentare plausi e suggerimenti in casi positivi oppure recensioni negative online.

Ma secondo la manager:

Cuba rappresenta un’enorme opportunità per le travel companies, ma il successo non sarà raggiungibile facilente. Le società che sapranno capire accuratamente la domanda, compiere i giusti passi in un economia controllata dal governo e investire sul lungo periodo saranno ripagati.

Sulla stessa linea anche Engage Cuba, un’associazione di società private (tra le quali AirBnb e , enti e personalità, che svolge attività di persuasione per fare in modo che a livello legislativo venga cancellato l’embargo. Secondo un’analisi riportata dall’associazione il 73% degli Americani sarebbe favorevole all’ebolizione dell’embargo, una svolta attesa che potrà finalmente liberalizzare ogni forma di scambio e accelerare ulteriormente un processo ancora troppo lento.

Engage Cuba supporta ogni anno progetti di sostegno all’imprenditoria locale che rappresenta oggi a Cuba la miglior faccia di una società che vuole cambiare e aprirsi al mondo.

Redazione

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