Via alle restrizioni USA, opportunità per lo shipping italiano Via alle restrizioni USA, opportunità per lo shipping italiano

La Guardia Costiera degli Stati Uniti, ha annunciato di aver rimosso le restrizioni di ingresso per le navi che arrivano da Cuba aprendo un nuovo scenario per lo shipping mondiale anche italiano. Secondo quanto si legge dalla nota ufficiale, ora:

“l’isola soddisfa i requisiti del Codice internazionale per la sicurezza delle navi e degli impianti portuali e ha misure di sicurezza efficaci nei propri porti”.

Questa decisione apre delle importanti opportunità per i grandi player dello shipping, non solo a stelle e strisce, che già operano nell’area del centro america sia su traffico passeggeri che merci. La possibilità di movimentare con maggiore facilità le navi senza doversi scontrare con ulteriori pratiche burocratiche fino ad oggi attive potrebbero accelerare in maniera consistente traffico e investimenti.

Ad esempio MSC Crociere  che ha già annunciato di aver raddoppiato il suo impegno su Cuba con una seconda nave operativa dall’autunno, e che ha anche a disposizione un’isola nelle Bahamas sulla quale è stato previsto un  investimento di 200 milioni di dollari nei prossimi anni per creare uno “scalo naturalistico esclusivo”, potrebbe completare ulteriormente la sua offerta introducendo nuove rotte in grado di collegare la Isla Grande agli States.

Le distanze così ridotte consentirebbero di gestire con grande flessibilità gli itinerari favorendo anche ottimizzazioni sul riempimento delle navi.

Sempre in casa Italia, meno di un mese fa si registrava l’interesse verso l’isola da parte del colosso dei traghetti di Vincenzo Onorato, la sua holding che oggi unisce Moby Lines, Tirrenia e Toremar, guarda a Cuba, anche se “più come aspirazione personale che altro”. Ma chissà che questa ulteriore apertura possa rappresentare un incentivo ulteriore ad investire su questo business complesso soprattutto per la gestione  “a distanza”.

Una rotta USA-Cuba consentirebbe di rendere l’Isola sempre più connessa non solo al mondo nordamericano, ma anche a quello europeo. Se infatti lo stesso comunicato di annuncio della US Coast Guard sottolinea il mantenimento delle restrizione dei viaggi degli americani, non va dimenticato che i collegamenti con gli Stati Uniti renderebbero ancora più interessanti le opportunità di routing sia a livello business sia a livello turistico. Senza dimenticare che verranno in ottobre assegnati  i diritti di volo sui 110 passsaggi giornalieri sui quali si sono candidate le principali aerolinee americane, alcune delle quali hanno voli diretti o un network molto rilevante in Italia,  come la stessa Delta dell’alleanza SkyTeam (quella di Alitalia) o ancora American Airlines.

Ma le opportunità non si fermerebbero solo al trasporto passeggeri ma in generale a tutto il mondo che ruota intorno all’attività marittima e dello shipping. Cuba sta investendo notevolmente sulla zona speciale del Mariel, a 45 km a est dell’Havana, area entrata recentemente nel radar della società che gestisce il porto di Barcellona.  Quest’ultima che sta già cooperando con il governo cubano per “traslare” sull’Havana il modello di Port Vell della città catalana, inserendo nel contesto dei moli destinati alle crociere varie attività commerciali e di ristorazione, avrebbe visto un’interessante opportunità di investimento in quello che diventerà l’hub distriibutivo del Caribe.

Infatti l’area sarà destinata non solo alla movimentazione delle merci prodotte nella zona speciale, ma anche alla  logistica di tutta l’area, inserendo Cuba nel centro di un “sistema” economico e politico” che la mette naturalmente al centro del traffico su acqua tra Stati Uniti, Messico e America Latina, con il Brasile in posizione avvantaggiata tra i maggiori investitori di questo progetto finanziario e industriale.

Tornando invece alle opportunità per gli armatori italiani si potrebbe ipotizzare anche un inserimento di grandi player dello shipping che ad oggi hanno una significativa presenza nell’area delle due Americhe, come ad esempio il Gruppo d’Amico che sia con le navi porta rinfuse (su Cile e Brasile in primis),  sia con le tankers  (nella foto) specializzate nel trasporto di oli vegetali, come l’olio di palma, e raffinati del petrolio (in tutto il nordamerica) potrebbe avvantaggiarsi di un hub chiave per essere ancora più vicino ai clienti di quell’area.

Senza contare che Cuba deve risolvere ancora l’approvvigionamento di alcune materie prime, come ad esempio il petrolio, specie dopo la crisi del Venezuela.

Redazione

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