“Havanamas” la festa “improbabile” vista da Ray-Ban “Havanamas” la festa “improbabile” vista da Ray-Ban

Con un’operazione di comunicazione straordinaria che porta continuamente ad interrogarsi sulla verità o sulla finzione di ciò che si sta “vivendo”, Ray-Ban lo storico marchio di occhiali da sole e da vista progettati per gli aviatori dalla Bausch & Lomb, passati nel corso degli anni di proprietà alla Luxottica della famiglia Del Vecchio, lancia l’ultima collezione Havana.

“Celebriamo Havanamas, la più grande festività di cui non hai mai sentito parlare”: è questo il pay-off che accompagna il banner centrale del mini-sito creato ad hoc per incuriosire e raccontare una storia, a tratti realistica e a tratti surreale, che mixa sapientemente elementi della cultura cubana e dell’immaginario legato al Paese, con ingredienti puramente inventati, tra un Eggnog Nojito (“dal particolare effetto dirompente che fa battere il ritmo con i piedi, agitare i fianchi e ancheggiare”) e storie di personaggi dalle movenze caraibiche impegnati “a fare le scarpe” a Santa Claus. Atmosfere, ambientazioni e scenari che chi ben conosce l’Isola non stenta ad accettare in un effetto di continuo straniamento tra finzione e realtà, tra narrazione e fantasia.

Un investimento e un’idea di grande impatto che si esalta non solo sulla rete ma anche nel retail (nella foto una vetrina dell’ottica FBL di Via Torino a Milano) in cui l’atmosfera habanera è ben trasferita grazie all’uso di rappresentazioni stereotipate ma efficaci anche grazie al trattamento “vignettistico” di molti simboli dell’immaginario che riportano immediatamente a Cuba: un taxi risalente al dominio americano pre-rivoluzione castrista, di casse di room con all’interno gli occhiali della nuova collezione e la raffigurazione di un ragazzo mulatto che indossa un panama e che non sembra sentire la mancanza di un sigaro, unica “icona cubana” non trattata in questo progetto.

E’ senz’altro la più grande e originale idea di comunicazione che coinvolge Cuba dalla riapertura dei negoziati con gli Stati Uniti, momento dal quale il mondo del cinema, delle arti, della musica e della moda internazionali sono tornati a farsi ispirare dalle atmosfere cubane.

Il lancio del progetto che rientra nella nuova campagna Never Hide curata dall’agenzia internazionale Publicis ha anche visto l’organizzazione di tre eventi a New York presso il Ray-Ban Hub al 116 Wooster e la creazione di una campagna social su Twitter sfruttando l’hashtag #havanamas.

Nella ricerca affannosa di una conferma definitiva che si tratti effettivamente di sola finzione, una frase scritta in caratteri minuscoli e anticipata da un asterisco, svela con ironia l’arcano: “Qualcuno ha provato a confutare la fedeltà storica delle nostre narrazioni su Havanamas: volevamo farne verificare l’attendibilità da qualche esperto, ma poiché le abbiamo inventate noi non sapevamo bene a chi chiedere”. Ma è troppo tardi , all’idea ci eravamo affezionati ormai e autoconvincersi che si tratti “solo” di una astuta operazione di marketing, non ci piace più.

Redazione

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